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Capo! Scegliamo la miglior cassa pensioni

Impressum: «Vita dei Soci» – Articolo nello «Ticino Business», 25 maggio 2011, pagina 56. Autore: Enrico Elzi, B+B Previdenza SA.

Se effettivamente il capitale più prezioso dell’azienda è quello umano, il datore di lavoro non dovrebbe potersi esimeredal creare in seno alla propria azienda un ambiente positivo e favorevole, nonché dal creare le premesse affinché ogni collaboratore possa vivere in modo sereno il presente avvicinandosi con fiducia al proprio futuro. Una volta passata la vita attiva il collaboratore dovrebbe poter beneficiare di una situazione economica solida nella vecchiaia. Il lavoratore serio ed impegnato investe nel suo lavoro tutte le energie disponibili e, perlomeno in via teorica ma anche sotto l’aspetto etico, ogni datore di lavoro dovrebbe corrispondere in modo adeguato a tale coinvolgimento.

È innegabile il fatto che per gran parte della popolazione attiva il salario disponibile è appena sufficiente per pagare le spese correnti e, di anno in anno, queste aumentano inesorabilmente tanto da render ben difficile il risparmio al consumatore. In questa realtà, il sistema dei tre pilastri assume un ruolo centrale poiché, soprattutto i primi due devono poter garantire alle persone di mantenere nella vecchiaia il tenore di vita abituale. Purtroppo negli ultimi dieci anni i parametri a lungo in vigore ed ancorati nella legge sono stati ridotti in modo importante. Fino al 2002 nel calcolo della proiezione del capitale di vecchiaia il tasso d’interesse minimo legale del 4% contribuiva per ca. un terzo alla formazione del capitale finale. Da allora la situazione è purtroppo regredita in modo importante ed a questo aspetto occorre aggiungere anche la diminuzione dell’aliquota di conversione. L’effetto finale di tali riduzioni comporta un capitale di vecchiaia e quindi della relativa rendita inferiori del 25% rispetto alle premesse iniziali poste al sistema del secondo pilastro nel 1985.

Evoluzione del capitale previdenziale 

L’impressione che questa diminuzione sia valida per tutti è completamente errata. Gli imprenditori in primis, ma anche e soprattutto le commissioni di previdenza del personale, hanno il compito di monitorare il mercato e di scegliere la cassa pensioni migliore per il proprio personale. Negli ultimi dieci anni le aziende svizzere d’oltralpe hanno saputo valutare le opzioni più vantaggiose e molte di esse hanno scelto di affidare la gestione dei capitali a fondazioni previdenziali collettive indipendenti. A dimostrarlo sono le cifre di crescita di queste fondazioni tra cui, in particolare, l’istituto di previdenza Profond che dal 2001 ad oggi è cresciuto da circa 1’300 a 30’000 persone assicurate e da 175 a 1645 aziende affiliate.

I motivi che hanno convinto un numero così importante di aziende a scegliere Profond sono stati soprattutto i successi nella gestione patrimoniale ed alla politica di distribuzione degli utili realizzati, che hanno permesso di corrispondere alle persone assicurate un tasso d’interesse medio del 4.7% e di applicare tutt’oggi un’aliquota di conversione al 7.2%.

Dopo i terremoti finanziari del 2001-2002 e soprattutto del 2008 le autorità reagiscono attraverso maggiori vincoli e disposizioni di controllo per gli operatori della previdenza professionale. Da inizio anno il settore assicurativo è tenuto a soddisfare i criteri di solvibilità del cosiddetto “Swiss Solvency Test II”. Quali saranno i risvolti concreti di queste nuove normative non è per ora noto, dalla stampa confederata si ricava tuttavia l’impressione che la fine del modello garantito sia effettivamente alle porte. La copertura del rischio di investimento da parte delle compagnie d’assicurazione comporta costi fino ad oggi sottovalutati ed è contemporaneamente l’unico fattore di rischio a cui le compagnie assicurative potrebbero essere interessate a rinunciare. Un rischio, questo, anche facilmente trasferibile alle persone assicurate, ossia ai lavoratori.

A lungo, per cultura stessa, gli Svizzeri hanno accettato un compenso minimo in termine di interessi dalla gestione corrente per poter assicurare il rischio di investimento negli anni più difficili. Per contro essi non si sono resi conto che in realtà, in conseguenza a rendimenti insufficienti, sono stati ridotti addirittura i parametri ancorati nella legge (dal 4 al 2 percento di interesse).

Fortunatamente non tutti i mali vengono per nuocere. Le nuove prescrizioni relative alla solvibilità comporteranno verosimilmente l’uniformarsi della previdenza professionale ad un unico modello e l’abbandono del cosiddetto modello garantito. I criteri sulla base dei quali scegliere il partner a cui affidare la previdenza professionale saranno molto più concreti e paragonabili. La cassa pensioni che nel corso degli anni avrà saputo corrispondere degli interessi superiori ai propri assicurati e con una struttura finanziaria solida e costi inferiori sarà in qualsiasi caso la vincente. Proprio in questo ambito Profond non teme confronti ed è lieta che l’evoluzione della previdenza professionale svizzera si orienti al modello delle casse pensioni indipendenti.

 

B+B Previdenza SA
Profond Istituto di previdenza
Via Stefano Franscini 16
6900 Lugano
Telefono 058 589 89 84
Fax 058 589 89 04
e.elzi@profond.ch
www.profond.ch

 

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